Chi sono

La mia foto
Bergamo, Italy
Mi chiamo Laura Ceresoli e sono una giornalista professionista con una grande passione per la cucina, la musica e la scrittura. Mi sono laureata nel 2002 all'Università di Bergamo alla facoltà di Lingue e letterature straniere con indirizzo in Scienze dell'editoria. Ho iniziato l'attività giornalistica nel 2002 al Nuovo giornale di Bergamo. Dal 2006 al 2010 sono stata redattrice per i quotidiani E polis per le redazioni di Bergamo e Brescia. Ho scritto per varie riviste di settore tra cui “Bergamo Economica”, trimestrale della Camera di Commercio di Bergamo. Nel 2012 ho aperto un ristorante a Nizza. Ho collaborato con L’Eco di Bergamo, con l'edizione bergamasca del “Corriere della Sera” e con il settimanale nazionale “VISTO” . Ho scritto svariati articoli anche per La confederazione, house organ della Siad (Società Italiana Acetilene e Derivati). Scrivo articoli a sfondo culinario per il bimestrale "Affari di Gola" e per la rivista economica on line www.larassegna.it. Collaboro con il settimanale “Bergamo Post”. Nel frattempo il 4 agosto 2009 è nata Margot, la mia splendida bimba, imprescindibile fonte di ispirazione per tutte le mie gustose ricette.

venerdì 30 gennaio 2015

Reinhold Messner: "La paura è l'altra metà del coraggio"

di Laura Ceresoli
Abbarbicato su un’altura, all’imbocco con la Val Senales, si erge l’imponente Castel Juval. A pochi passi dal fascino antico di questo eremo medievale, nel cuore della Val Venosta, capita spesso di vedere Reinhold Messner camminare solitario tra i masi agricoli e i ripidi vigneti. È qui che lo scalatore ha trovato l’ispirazione per scrivere i suoi libri, racconti intensi da cui trapelano non solo aneddoti della sua straordinaria esistenza, ma anche cenni storici legati all’universo delle montagne di cui è profondo studioso e conoscitore. “Ho avuto la fortuna di ammirare tantissimi paesaggi in Patagonia, in Tibet, in Mongolia. Però le montagne più belle del mondo restano le Dolomiti dove sono nato”, dice Messner. Capelli lunghi e barba brizzolata, lo scalatore conserva da sempre l’aria di un uomo d’altri tempi che non può fare a meno delle sue radici. I paesaggi incontaminati del Trentino Alto Adige, in cui spesso si rifugia, rappresentano un ritorno all’infanzia segnata dalle prime scalate con il padre Josef sulle Odle, complesso montuoso nei pressi del suo luogo di nascita, Bressanone. Nella sua intensa vita di alpinista, alla costante ricerca di sfide al limite dell’estremo, ha affrontato con coraggio e caparbietà oltre cento spedizioni e 3.500 scalate. Nonostante i risvolti drammatici della sua prima importante avventura sul massiccio del Nanga Parbat, in cui ha perso il fratello Günther nel 1970, Messner non ha mai smesso di sfidare la natura selvaggia, diventando l’emblema dell’arrampicata libera, nonché il primo al mondo a scalare tutte le 14 cime sopra gli 8000 metri. Nel 1978 è stato il primo uomo a salire sull’Everest senza l'ausilio di ossigeno; ha percorso a piedi il continente antartico passando per il polo sud sfruttando solo il vento e la sua forza muscolare; ha attraversato la Groenlandia senza il supporto di mezzi a motore né cani da slitta. A 60 anni Messner ha compiuto l'ennesima impresa percorrendo a piedi il deserto asiatico del Gobi.
Oggi, all'età di 70 anni, l’eclettico Messner ha appeso gli scarponi al chiodo solo in apparenza. Pur non cimentandosi più in rischiose imprese mozzafiato, continua a organizzare escursioni, conferenze, scrivere libri. Nel frattempo si dedica alla gestione del Messner Mountain Museum, il complesso museale dedicato alla montagna che si snoda tra sei diverse sedi nell’arco alpino. Eppure, con grande umiltà, lui preferisce autodefinirsi un “montanaro” che non ha nulla da insegnare agli altri: “Chi sono io per farlo?”, si chiede con modestia. “Io non amo mettermi in cattedra o dare consigli: io racconto solo la mia esperienza e lascio agli atri trarre le conclusioni”.

giovedì 8 gennaio 2015

Adriano Usini: "Alle Cayman ho portato la mia cucina orobica"


di Laura Ceresoli
Nei pressi di George Town, nell’arcipelago delle Grandi Antille, si snoda una distesa di finissima sabbia bianca corallina lunga sette miglia. Questo luogo incontaminato dove vige l’esenzione fiscale fin dai tempi di re Giorgio III d’Inghilterra rappresenta, grazie alla massiccia presenza di alberghi di lusso, un’ambita meta turistica. E di certo Adriano Usini non poteva scegliere di meglio per consolidare la sua esperienza lavorativa all’estero.

Il video del giorno