Chi sono

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Bergamo, Italy
Mi chiamo Laura Ceresoli e sono una giornalista professionista con una grande passione per la cucina, la musica e la scrittura. Mi sono laureata nel 2002 all'Università di Bergamo alla facoltà di Lingue e letterature straniere con indirizzo in Scienze dell'editoria. Ho iniziato l'attività giornalistica nel 2002 al Nuovo giornale di Bergamo. Dal 2006 al 2010 sono stata redattrice per i quotidiani E polis per le redazioni di Bergamo e Brescia. Ho scritto per varie riviste di settore tra cui “Bergamo Economica”, trimestrale della Camera di Commercio di Bergamo. Nel 2012 ho aperto un ristorante a Nizza. Ho collaborato con L’Eco di Bergamo, con l'edizione bergamasca del “Corriere della Sera” e con il settimanale nazionale “VISTO” . Ho scritto svariati articoli anche per La confederazione, house organ della Siad (Società Italiana Acetilene e Derivati). Scrivo articoli a sfondo culinario per il bimestrale "Affari di Gola" e per la rivista economica on line www.larassegna.it. Collaboro con il settimanale “Bergamo Post”. Nel frattempo il 4 agosto 2009 è nata Margot, la mia splendida bimba, imprescindibile fonte di ispirazione per tutte le mie gustose ricette.

sabato 20 gennaio 2018

Addio a Dolores, la voce rock che segnò la nostra adolescenza

di Laura Ceresoli
Per molte ragazze Dolores O’Riordan è stata un modello canoro da emulare. Chi come me ha vissuto l’adolescenza nel pieno degli anni Novanta non può dimenticare i gorgheggi rock della leader dei Cranberries. Quando per la prima volta sentii alla radio la malinconica “Linger” rimasi subito colpita dallo stile originale che aveva Dolores nell'interpretare i suoi brani. Modulava la voce con grande abilità passando da alti taglienti a bassi pacati come tenere ninnananne celtiche. Il mio ricordo di Dolores è legato al primo disco che ho consumato di una band irlandese che non fosse quella degli U2; un cd dal titolo impronunciabile («Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?») che mi fu regalato da mia madre per sollevarmi il morale in un giorno di febbre. È legato al viaggio in auto con le amiche dell’Università alla volta del Forum di Assago per assistere al concerto dei Cranberries. E poi mi tornano alla mente i pomeriggi trascorsi in sala prove cantando “Zombie”. Ero una sedicenne timida all’epoca e mi illudevo di diventare la leader di una rock band come quella di Dolores, nascondendo l’imbarazzo dietro il microfono. Quanti ricordi nella mente. E quanti sogni rimasti inespressi. "Sii sempre te stessa lungo la strada - diceva Dolores O'Riordan - Vivendo fino in fondo lo spirito dei tuoi sogni".

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