Chi sono

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Bergamo, Italy
Mi chiamo Laura Ceresoli e sono una giornalista professionista con una grande passione per la cucina, la musica e la scrittura. Mi sono laureata nel 2002 all'Università di Bergamo alla facoltà di Lingue e letterature straniere con indirizzo in Scienze dell'editoria. Ho iniziato l'attività giornalistica nel 2002 al Nuovo giornale di Bergamo. Dal 2006 al 2010 sono stata redattrice per i quotidiani E polis per le redazioni di Bergamo e Brescia. Ho scritto per varie riviste di settore tra cui “Bergamo Economica”, trimestrale della Camera di Commercio di Bergamo. Nel 2012 ho aperto un ristorante a Nizza. Ho collaborato con L’Eco di Bergamo, con l'edizione bergamasca del “Corriere della Sera” e con il settimanale nazionale “VISTO” . Ho scritto svariati articoli anche per La confederazione, house organ della Siad (Società Italiana Acetilene e Derivati). Scrivo articoli a sfondo culinario per il bimestrale "Affari di Gola" e per la rivista economica on line www.larassegna.it. Collaboro con il settimanale “Bergamo Post”. Nel frattempo il 4 agosto 2009 è nata Margot, la mia splendida bimba, imprescindibile fonte di ispirazione per tutte le mie gustose ricette.

mercoledì 18 novembre 2015

La leggenda del Capù di Verza della Valle Seriana

Il Capù
In un piccolo casolare della Valle Seriana viveva una povera famiglia contadina che per sopravvivere vendeva i capponi ai ricchi della Bergamasca. Narra la leggenda che il figlio di questi umili genitori si lamentasse continuamente perché non poteva assaggiare tutte le prelibatezze che venivano preparate per i signori benestanti. E così un giorno la madre intenerita, prese una pallina di ripieno, l’avvolse in una foglia di verza, la fece bollire e poi la presentò al figlio: così nacque il “capù” (cappone in dialetto bergamasco), ovvero polpette avvolte in foglie di verza. La ricetta tipica di Parre (Bergamo) prevede un ripieno di magro. Qui invece vi propongo la versione più saporita a base di cappone, e non solo. Ecco la ricetta...

"Perché i bambini nascono sotto un cavolo?". Alla scoperta di miti, leggende e proprietà miracolose di broccoli e cavolfiori

di Laura Ceresoli
(Tratto dal n° di novembre 2015 di Affari di gola)

“Sapete come nascono i bambini? Sotto un cavolo”, esclamavano divertite e con un pizzico di malizia le contadine affaccendate nei campi, quando vedevano passare qualche giovanotto. Quelle ragazze, che nel secolo scorso raccoglievano cavoli nelle piantagioni dell’Europa centrale con un punteruolo di legno, erano chiamate levatrici. Proprio come le ostetriche. Già, perché il loro compito era tagliare il cordone ombelicale che legava metaforicamente questi ortaggi alla terra. Eppure, la fantasiosa interpretazione di quelle giovani donne laboriose sull’origine della vita traeva spunto da presupposti reali. Simbolo di fecondità, il cavolo veniva seminato in marzo e raccolto dopo circa 9 mesi, come accade per la gestazione. In passato questa pianta rappresentava l’unico alimento capace di garantire il giusto apporto di vitamine e sali minerali nei freddi periodi invernali. E ancora oggi resta una delle verdure più gettonate, grazie alle molteplici proprietà benefiche e antitumorali decantate da esperti nutrizionisti. Arancioni, verde smeraldo e persino viola, le varietà di cavolo presenti in natura sono le più disparate. Nell’arco dei millenni, infatti, la grande famiglia delle brassicacee ha subito parecchi incroci che hanno prodotto una gamma pressoché infinita di queste piante. Dal pak choi orientale al cavolo nero toscano, dai broccoli ai cavolini di Bruxelles, dal cavolo riccio a quello rosso, dalle cime di rapa alla verza, c’è davvero l’imbarazzo della scelta per chi vuole sbizzarrirsi tra i fornelli.

lunedì 16 novembre 2015

In Francia, alla corte dello chef stellato Christophe Dufau: la storia di Ilario Colombo, dall'Italia alla Costa Azzurra

di Laura Ceresoli
(tratto dal n° di novembre 2015 di Affari di Gola

Nella pittoresca cittadina provenzale di Vence, Ilario Colombo Zefinetti ha trovato il suo piccolo angolo di paradiso. Fra piazzette medievali con fontane zampillanti e il colorato mercato di Place du Grand Jardin, fa capolino il ristorante Les Bacchanales. Attorniato da un enorme parco fiorito e da una magnifica vista sul mare, questo locale stellato è gestito da Christophe Dufau. Il rinomato chef d’Oltralpe è diventato un maestro per Ilario che, con passione e dedizione, segue i preziosi consigli di Dufau nella preparazione dei suoi piatti. Accantonate le ricette rustiche e caserecce della tradizione orobica, oggi questo giovane cuoco bergamasco sta imparando a conoscere i capisaldi della cucina francese puntando sulla leggerezza e sul gusto degli ortaggi di stagione. Originario di Ubiale Clanezzo, Ilario Colombo Zefinetti ha solo 26 anni ma un curriculum di tutto rispetto. 

venerdì 13 novembre 2015

"I cavoli a merenda? Deliziosi con il cioccolato bianco!". Parola del noto chef di Rai 2 Fabio Potenzano

di Laura Ceresoli
(Tratto dal numero di novembre 2015 di Affari di Gola)

Fabio Potenzano con Caterina Balivo
Quando cucino sento profumo di cavoli, non odore: amo questi ortaggi sia crudi che cotti”. Fritti, al vapore o saltati in padella, per lo chef Fabio Potenzano cavolfiori, broccoletti e cime di rapa sono un’autentica passione. E quando si mette ai fornelli li valorizza in tutte le loro molteplici sfaccettature, creando manicaretti ad hoc che vanno dall’aperitivo ai secondi piatti, passando persino per la merenda, giusto per sfatare uno dei tanti luoghi comuni sui cavoli. Membro della Nazionale italiana cuochi e ospite fisso del programma di Rai 2 “Detto Fatto” condotto da Caterina Balivo, il celebre 34enne siciliano riesce addirittura a declinare il sapore deciso del cavolfiore in golosi dessert al cucchiaio. Il segreto? Accostare il cavolo agli ingredienti giusti e prestare attenzione alla cottura per non disperderne tutte le proprietà nutritive. Docente d’eccezione all’Accademia del gusto di Osio Sotto, domenica 29 novembre Fabio Potenzano sarà ospite di Gourmarte, in programma alla Fiera di Bergamo, con un laboratorio di ricette, consigli e idee sfiziose per risolvere un pranzo in modo scenografico.